Dopo il parto: come, quando e perché.

Pochi giorni fa si è celebrata la Giornata Mondiale della Prematurità, dedicata a tutte le nascite pretermine che possono causare uno stato di prematurità nel neonato.

Oggi desideriamo portare l’attenzione proprio sul neonato e sulla madre dopo il momento del parto.

Nel 2013, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stilato le 12 raccomandazioni chiave per una corretta assistenza i madre e neonato, che potete trovare nella guida “Postnatal Care of the Mother and Newborn” (Assistenza Postnatale a Madri e Neonati).

Ve le elenchiamo in una forma quanto più sintetica ed esauriente. Le raccomandazioni rappresentano le indicazioni per un’assistenza quanto più appropriata.

Ogni madre ed ogni neonato sono unici ed è dunque possibile che per talune condizioni non sia possibile seguire alla lettera queste indicazioni. Questa è una frase che ci sentirete ripetere spesso, ma siamo dell’idea che non vi nauseerà.

Passiamo ai 12 punti:

1. Dopo un parto naturale e senza complicazioni, la mamma e il bambino possono andare a casa a partire dalle 24 ore successiva alla nascita.

2. Stabilire il numero e la frequenza degli incontri di controllo per mamma e bimbo dopo la nascita.

3. Visite a domicilio per l’assistenza postnatale a madri e neonati sin dalla prima settimana.

4. Valutazione della salute del neonato, educazione sanitaria ai genitori per l’identificazione di segni o sintomi in modo da cercare tempestivamente le cure sanitarie appropriate Facciamo degli esempi: il piccolo smette di nutrirsi bene; presenta convulsioni; respira in maniera affannata; si muove poco; ha temperatura alta ( ≥ 37,5 ° C) o

5. Allattare esclusivamente al seno, almeno fino ai 6 mesi di vita del bambino. Il latte delle madri è creato appositamente dal corpo umano per rispondere nella maniera più azzeccata alle esigenze dei poppanti. PS Per sopire ogni dubbio: ‘esclusivo’ significa ‘esclusivo’. Pappette? Acqua? Altro? Semplicemente no. Solo latte della mamma.

6. Avere cura del moncone del cordone ombelicale (l’estroflessione ombelicale del cordone reciso dopo la nascita) attraverso una corretta e normale igiene. La clorexidina (disinfettante antibatterico) non va usato a tappeto, ma solo se sussistono determinate condizioni.

7. Fornire tutte le cure postnatali necessarie in base all’epoca del parto e alla cultura di appartenenza.

8. E la mamma? Ovviamente assistenza e valutazione della madre sono concomitanti a quelle del suo piccolo. Importante controllare il sanguinamento vaginale, le contrazioni uterine, il livello del fondo dell’utero, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Dopo i controlli delle prime 24 ore, bisogna porre attenzione nei controlli successivi specialmente alla minzione (pipì) e incontinenza urinaria (perdita involontaria di pipì), alla funzione intestinale, alle eventuali ferite perineali e alla relativa igiene, a dolori al seno, all’utero, a mal di testa, affaticamento e mal di schiena. Oltre gli elementi organici, assistere sempre la salute psicologica della madre supportando tutte le situazioni di maternity blues (stato non patologico di ‘assestamento ed adattamento psicologico’ nella nuova condizione di madre) o depressione post-partum e adottando idonee misure se queste sono protratte. Speciale attenzione alla ripresa della vita sessuale e all’identificazione di ogni possibile abuso domestico. È prerogativa di ogni professionista sanitario tenere in considerazione ogni aspetto della salute psico-fisica-sociale di madre, neonato e padre nonché delle persone che vivono in relazione con loro.

9. Ricevere tutte le informazioni necessarie a comprendere il normale riadattamento del corpo-mente materno e ripresa di un corretto e sano stile di vita. 10. Consigliare alla madre l’assunzione di ferro e acido folico per almeno tre mesi dopo la nascita del bambino.

11. Antibiotico per tutte? Assolutamente no. La profilassi antibiotica è raccomandata a tutte le donne che hanno avuto un parto vaginale con lacerazioni di terzo o quarto grado per evitare complicazioni materne.

12. Tutte le donne, senza distinzione di alcun tipo, dovrebbero ricevere il supporto psicosociale attraverso il racconto del proprio parto, l’eventuale esperienza ospedaliera o di lutto perinatale. Si raccomanda un supporto ulteriore a tutte quelle donne che rientrano nell’ultimo caso citato e in tutte le situazioni ove ritenuto necessario. La depressione post-partum può e deve essere prevenuta con il supporto del professionista o dell’equipe di professionisti socio-sanitari dedicati.

 

Per quanto possibile, siamo sempre alla ricerca di un’informazione oggettiva.

http://www.who.int/maternal_child_adolescent/documents/postnatal-care-recommendations/en/

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