INFEZIONI BATTERICHE OGGIGIORNO IN ADULTI E BAMBINI

Le interazioni tra agenti microbici, microorganismi e ospiti umani può essere vista come un triangolo, dove ogni effetto su uno dei vertici avrà ripercussioni su tutti e tre.

Oggi le malattie infettive sono causa del 25% dei decessi nel mondo, sia nelle aeree ad alto standard economico e sociale che in quelle in via di sviluppo. Le cause più rilevanti di preoccupazioni secondo WHO (organizzazione mondiale della sanità) sono: il ritorno della tubercolosi in forme definite MDR (Resistente alla quasi totalità dei farmici di cui disponiamo), le infezioni acquisite in ambito ospedaliero, l’antibiotico resistenza e le infezioni trasmesse tramite gli alimenti.

 

 

Di particolare interesse per quanto concerne l’antibiotico resistenza è sicuramente la questione legata al BIOFILM. Il BIOFILM è un matrice polimerica auto prodotta dal batterio aderente alla superficie. All’interno di questa matrice si possono sviluppare intere colonie batteriche resistenti ai nostri attuali antibiotici. Il BIOFILM si presenta in particolare su dispositivi medici impiantati quali, lenti a contatto, valvole cardiache, protesi ortopediche, impianti dentali e cateteri vascolari.

 


Una soluzione a questo grande problema che si presenta in modo trasversale a tutta la società è descritto in un articolo uscito il 25 maggio di quest’anno sulla rivista Nature. La soluzione secondo gli autori sarebbe rappresentata da degli enzimi. Per cercare molecole anti biofilm, Lynne Howell presso Hospital for Sick Children di Toronto, in Canada, ed i suoi colleghi hanno studiato Pseudomonas aeruginosa, un patogeno che infetta principalmente i pazienti in ospedale. Diversi zuccheri prodotti dai componenti P. aeruginosa formano la sua matrice biofilm. Il team ha identificato due enzimi Glicosidasi che prendono di mira e abbattono due di questi zuccheri. Una volta aggiunto al biofilm di ceppi clinici e ambientali del batterio nella cultura, gli enzimi degradano il film dal 58 % al 94 %. Questi enzimi, secondo gli studi condotti, hanno inoltre inibito la formazione di biofilm fino a 72 ore e, quando combinati con un antibiotico, hanno ridotto la crescita batterica di molto rispetto all’uso del solo antibiotico. Gli autori, infine affermano di aver iniziato i test su animali per studiare il potenziale terapeutico degli enzimi.

 

 

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