Creatività e linguaggio non convenzionale: ecco come comunicare con bambini autistici.

L’autismo continua a essere considerato enigmaticamente; una comunità a cui è difficile accedere a causa di percepite rotture nelle connessioni interpersonali.”

Esordisce così l’articolo “Material voices: intermediality and autism” in Research in Drama Education (Giugno 2016) scritto dalla Dottoressa Mellissa Trimingham e da Nicola Shaughnessy, professore dell’ University’s School of Arts nel Kent.

I ricercatori hanno osservato dettagliatamente il comportamento di due bambini autistici immersi in un’esperienza autenticamente teatrale, fatta di luci, suoni, pupazzi, personaggi mascherati e non solo, e lasciati liberi di interagire attraverso il gioco, la parola, la recitazione o anche un semplice sguardo. Il progetto “Imagining autism: drama, performance and intermediality as interventions for autistic spectrum conditions” durato dal 2011 al 2014, a cui i bambini hanno partecipato, ha dimostrato come la così definita “intermedialità” -intesa come comunicazione oltre i tradizionali confini, composta di diversi tipi di linguaggio e materiali- possa facilitare la comunicazione tra genitori e bambini autistici e, cosa più importante, l’espressione e consapevolezza di questi ultimi.

Il progetto ha avuto inizio in scuole specifiche per poi estendersi alle famiglie con un programma mirato, sviluppato dal confronto di insegnanti facenti parte di scuole NAS (National Autistic Society) e genitori di bambini autistici con una personale esperienza sul campo, il tutto sotto la supervisione dell’Università del Kent.
Lo scopo era quello di fornire un valido aiuto a scuole e famiglie, insegnando loro un nuovo approccio di comunicazione con i propri studenti/figli autistici basato sul teatro, il gioco, l’utilizzo di materiali e stimoli diversi e persino un po’ di comicità, il tutto per contribuire alla creazione di un’esperienza multisensoriale.

Questo pionieristico studio, fondato sulla creatività e l’ “intermedialità” di linguaggio, costruisce “un ponte tra l’esperienza vissuta dell’autismo, la concezione di neurodiversità e le pratiche di educazione e cura”. (Cit), tracciando così per educatori e genitori una nuova via d’accesso a quella “comunità” enigmatica e apparentemente inespugnabile: l’autismo.

Per un’informazione più approfondita, ecco fonte e articolo citato:
-University of Kent. “Unlocking the Languages of Autistic Children in Families.” NeuroscienceNews. NeuroscienceNews, 1 August 2016.
http://neurosciencenews.com/autism-language-communication-4760/
-“Material voices: intermediality and autism” by Melissa Trimingham and Nicola Shaughnessy in Research in Drama Education. Published online June 30 2016
-L’immagine in evidenza è stata presa dal recente video di sensibilizzazione sull’autismo realizzato dalla Rai in occasione della giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, per chi se lo fosse perso:

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