Conoscere la gonorrea: le 5 W di una delle malattie sessualmente trasmissibili meno conosciuta e considerata.

Perché: Perché conoscerla. La gonorrea rappresenta uno dei più grandi problemi di salute pubblica per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili e i casi riportati sono ogni anno 300.000 solo negli Stati Uniti, rappresentando meno del 50% del numero effettivo.
Inoltre pur costituendo dei rischi importanti, rispetto alle altre malattie sessualmente trasmissibili la gonorrea rimane altamente sconosciuta dalla popolazione più giovane (e non) o altamente sottovalutata. Lo stesso nome comune con cui spesso viene conosciuta, cioè “lo scolo” (“the clap”, dal francese arcaico clapoir, “conigliera”, poi “bordello”), le attribuisce nella cognizione comune una rilevanza ben minore della sifilide, la”impura”.

Chi: La gonorrea affligge principalmente donne tra i 15 e i 19 anni e uomini tra i 20 e i 24, con una preoccupante prevalenza negli adolescenti che cresce del 10% ogni anno.
Il 50% delle donne infettate rimangono asintomatiche, il 95% degli uomini infetti, invece, presentano sintomi acuti. Gli individui possono rimanere asintomatici per mesi, rappresentando un allarmante serbatoio d’infezione e di diffusione della malattia.
Le percentuale di contrarre malattia dopo un rapporto sessuale con una persona infetta è stimata tra il 20% e il 50%.

Cosa: La gonorrea è provocata dal betterio Neisseria gonorrhoeae. I primi sintomi sono dolore e essudazione purulenta nel sito di infezione, generalmente uretra nell’uomo, in cui provoca uretriti, e cervice uterina nella donna, in cui provoca cerviciti. Le uretriti si manifestano con secrezione uretrale purulenta e disuria, le cerviciti con aumentata secrezione vaginale, pollachiuria, disuria, dolore addominale e alterazioni mestruali. I sintomi possono essere lievi o assenti in alcuni soggetti, con prevalenza nella donna. Altre infezioni locali comprendono gonorrea rettale (dopo rapporti anali o nelle donne dopo contaminazione con secrezione vaginale infetta. Generalmente asintomatica, può causare secrezioni e sanguinamento rettale), gonorrea faringea (contratta mediante sesso orale e generalmente asintomatica) e oftalmite gonococcica nei nati da madre infetta.
In caso di diffusione alle cellule della mucosa e epitelio ghiandolare adiacente, può portare a epididimite nell’uomo e salpingite (attraversando le tube di Falloppio) e peritonite nella donna.
Raramente si verifica un’infezione gonococcica disseminata (IGD) caratterizzata da esantema, meningite, endocardite e artrite.
Tra le possibili complicanze a lungo termine della gonorrea sono da sottolineare sterilità e gravidanza ectopica.

Dove: La gonorrea causa infiammazioni e lesioni agli organi genitali, dove tende a rimanere localizzata, favorendo in questo modo la trasmissione sessuale probabilmente tramite essudato purulento. Il sito primario dell’infezione è rappresentato dall’endocervice nella donna e dall’uretra nell’uomo. In caso di diffusione la gonorrea può interessare anche ghiandole paracervicali e tube di Falloppio nella donna, prostata e epididimo nell’uomo.
In una minoranza dei casi, può esserci diffusione tramite il circolo ematico con batteriemia e generazione di infezione gonococcica disseminata (IGD).

Quando: I sintomi si fanno avvertire da 2 a 7 giorni dopo l’infezione, la quale avviene principalmente tramite rapporti sessuali, orali o anali. La gonorrea può anche essere trasmessa a un neonato dalla madre infetta sotto forma di oftalmite gonococcica, in passato comune causa di cecità, oggi sventata grazie a profilassi con gocce o unguenti (nitrato d’argento, eritromicina o tetraciclina) alla nascita.

La diagnosi prevede colorazione di Gram, esame colturale (essudato uretrale, tampone cervicale, campione rettale o faringeo se necessario) e metodi diretti di amplificazione dell’acido nucleico da attuare direttamente su campioni di urina e di mucosa genitale senza ricorrere all’esame colturale. Questi ultimi sono molto importanti per quanto riguarda lo screening di massa e sono spesso combinati con la ricerca della Clamidia che tende a colpire la stessa popolazione.

Il trattamento in passato prevedeva la soministrazione intramuscolare di Penicillina G, oggi non più utilizzata a causa dell’emergente resistenza. Vengono invece utilizzati cefalosporine di terza generazione, fluorochinoloni e azitromicina.

Un vaccino antigonorrea purtroppo rimane tuttora infattibile a causa dell’elevata variazione antigenica che caratterizza il Neisseria gonorrhoeae, elemento chiave di evasione del sistema immunitario e quindi delle strategie del vaccino stesso, nonché caratteristica condivisa con l’HIV, causa dell’AIDS.

L’uso del profilattico costituisce l’unico vero elemento di protezione e prevenzione nei confronti dell’infezione e della trasmissione al partner. Per questo è altamente raccomandato.

Fonte: Sherris Microbiologia medica, Favalli Landolfo Oliva (…), ed. italiana, EMSI, 2013
Image credit: Charles Brinton / National Institutes of Health. Diplococci Neisseria gonorrhoeae al microscopio elettronico.

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