L’uso del paracetamolo in gravidanza è rischioso per il bambino?

Recenti ricerche scientifiche pubblicate online dal JAMA (The Journal of the American Medical Association) Pediatrics suggeriscono una possibile associazione tra l’utilizzo di acetaminofene (paracetamolo) in gravidanza, comune antidolorifico, e aumentato rischio di problemi comportamentali nei bambini.

Il paracetamolo è generalmente considerato un analgesico sicuro, da sempre usato anche dalla grande maggioranza di donne in gravidanza per lenire dolore o febbre.
Le recenti ricerche, però, suggeriscono che l’uso di questo principio attivo durante la gravidanza sia associato a sviluppo neurologico fetale anormale. Tuttavia, bisogna sottolineare che gli stessi autori dell’articolo hanno introdotto la possibilità che “questa associazione possa essere confusa da fattori comportamentali non misurabili connessi all’uso del paracetamolo“. Insomma, ancora niente di certo.

Lo studio condotto dal Febbraio 2015 al Marzo 2016 dai ricercatori Evie Stergiakouli, Ph.D. dell’University of Bristol, Regno Unito, e coautori, hanno analizzato l’associazione tra problemi comportamentali nei bambini e uso prenatale e postnatale di paracetamolo nelle madri e nei rispettivi partners, per un totale di 7796 donne che avevano accettato di partecipare all’ “Avon Longitudinal Study of Parents and Children” tra il 1991 e 1992 insieme ai propri partners e figli.

Per tenere conto di quante volte era stato usato il paracetamolo, sono stati assegnati dei questionari da completare a 18 e 32 settimane di gravidanza e all’età di 61 mesi del bambino. Per l’analisi dei problemi comportamentali, invece, è stato compilato dalle madri il questionario “strengths and difficulties” (SDQ) all’età di 7 anni del figlio.

I risultati: a 18 settimane di gravidanza, il 53% delle madri aveva riportato di aver usato il paracetamolo, a 32 settimane, il 42%.
L’89% delle madri e l’84% dei partners l’avevano usato postnatalmente.
Il 5% dei bambini avevano riportato problemi comportamentali.
In particolare, i risultati dello studio suggeriscono che l’uso a 18 e 32 settimane di paracetamolo era associato a un alto rischio di sintomi di iperattività e difficoltà emotive.
L’uso postnatale di paracetamolo, al contrario, non era affatto associato ad alcun problema nei figli. Questa diversità nei risultati avrebbe condotto i ricercatori a sostenere la tesi sopracitata.

I limiti: È però da sottolineare che lo studio presenta alcune lacune che impediscono di farci un affidamento completo. In particolare, oltre a non tenere conto dei fattori comportamentali non misurabili associati all’uso di paracetamolo, come detto sopra, lo studio non tiene neanche conto del dosaggio o della durata dell’uso del paracetamolo, informazioni senz’altro importanti e diverse da soggetto a soggetto.
Inoltre, come gli stessi autori tengono a dire, i rischi che conseguono al non trattare febbre o dolore durante la gravidanza (per evitare di usare analgesici) dovrebbero essere attentamente soppesati in confronto ad un solo potenziale danno del paracetamolo sulla progenie.

Per quanto riguarda i meccanismi che starebbero dietro a questa correlazione, i ricercatori ipotizzano che si tratti di un meccanismo intrauterino. Ma nulla di certo per ora. Senz’altro questi risultati potrebbero avere implicazioni sulla salute pubblica, ma ulteriori e più approfonditi studi sono richiesti per confermare eventualmente questa associazione e per il meccanismo che la provoca.

La scelta migliore in ogni caso, è rivolgersi ad un esperto del personale medico.


Per saperne di più
ecco il link della fonte: JAMA Network. “Acetaminophen Use During Pregnancy Linked to Increased Risk of Behavioral Problems in Kids.” NeuroscienceNews. NeuroscienceNews, 16 August 2016.
http://neurosciencenews.com/pregnancy-acetaminophen-behavior-4855/
e dell’articolo citato: “Association of Acetaminophen Use During Pregnancy With Behavioral Problems in Childhood: Evidence Against Confounding” by Evie Stergiakouli, PhD; Anita Thapar, FRCPsych, PhD; and George Davey Smith, MD, DSc in JAMA Pediatrics. Published online August 15 2016 doi:10.1001/jamapediatrics.2016.1775

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