L’OSTETRICA VALENTINA

Se penso a quando mi chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” mentirei se dicessi che l’ostetrica fosse la mia prima scelta.

Ho cambiato tante idee di professione nelle mie fantasie di bambina e, potrà suscitare sorpresa, nell’elenco delle cinque cose più disgustose al mondo c’era proprio l’evento del parto… Non riuscivo neanche a guardarlo nei documentari sugli animali da quanto mi inorridiva.

Poi arriva il giorno in cui fai i conti con l’adolescenza che sta finendo e devi iniziare a pensare seriamente al tuo futuro; così, iniziano le gite con la scuola nelle università ai cosiddetti “Open Day”, per scegliere quale strada percorrere dopo le superiori.

Confusione più totale! Come facevo a 18 anni a conoscere cosa voler fare nella mia vita quando non sapevo nemmeno chi fossi?!

Fui così costretta a partecipare alla presentazione del Corso di Laurea in Ostetricia; non che mi interessasse, data l’idea che avevo del parto.

Tuttavia, sentir parlare una studentessa di quella professione, di quello che l’ostetrica fosse in grado di fare per le donne, della sua esperienza nel mondo della femminilità, scatenò un colpo di fulmine e da quel momento tutto il mio percorso e i miei sacrifici incominciarono ad avere un solo obiettivo: diventare quel tipo di donna, diventare l’ostetrica che accompagna le altre donne alla scoperta del proprio corpo e dei suoi cambiamenti. Crescere insieme a loro.
Dopo l’università decisi di iniziare subito con la libera professione e imbattermi in questa realtà di lavoro autonomo: a volte dura ma che da subito riempie di soddisfazioni.

Tutte le volte che concludo un corso (pre-parto, ginnastica perineale, …), ringrazio le donne che hanno partecipato ma noto che questo gesto raramente viene compreso; suscito la domanda “perché una ‘insegnante’ ringrazia?” e la verità è che io non insegno niente.
Non insegno a loro come partorire o come affrontare l’allattamento. Non insegno come riprendersi dopo il fallimento di una fecondazione assistita o come fare gli esercizi per tonificare il perineo.
Sono loro a insegnarmi tutto.

La condivisione e il sostegno che ci diamo a vicenda mi fa crescere come donna e come ostetrica ed è per questo che le ringrazio sempre per avermi aperto la porta della loro vita e della loro femminilità.
Essere ostetrica è qualcosa di meraviglioso che mi ha cambiato totalmente la vita. A volte provo a immaginare come sarei se non avessi intrapreso questo viaggio, ma non riesco proprio a immaginarmelo.

Ah! Comunque il parto non mi dà più fastidio!
Anzi, la prima volta che ne assistetti uno, piansi a dirotto dall’emozione…

Valentina Vivirito
Ostetrica libera professionista
Mantova

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